|
TESTO |
Benvenuti nella Zona Testi di Rapitalia.it. Qui troverete tutti i Testi dei vostri Brani Preferiti del panorama Rap Italiano.
|
E allora penzace
Resurrextion
ALBUMTraduzione “E allora penzace”
I STROFA (MARSU)
Credo a poco ma credo a quello che faccio
E sono fiero di averlo tatuato sul braccio
Nessuna finzione per trasmettere emozioni
Solo cuore e testa capace…riflessioni
Prima ero più estremo ma la vita è un dizionario
E ora faccio meno distinzione in mezzo a questo calvario
Me ne passa per il cazzo dell’organizzazione tua
Per capire chi sei vedo dentro gli occhi tuoi
Credevo che i migliori valori potevano girare il mondo
E ora getto segatura su emozioni andate a fondo
Sensazioni di fuoco che si vanno spegnendo
A poco a poco, cenere a vento che se ne va volando
Sono giunto alla stessa conclusione dei qualunquisti
Però vivendolo e capendolo sono tutti illusionisti
La politica si è persa dove sembra che siano tutti uguali
Denaro, culo coperto e seduto, altro che ideali!
Mi fa ridere chi boicotta le marche più varie
E poi fa diventare un logo Ernesto Che Guevara
Mi fanno ridere i finti intellettuali con la cura per ogni male
Che poi trattano le persone peggio degli animali
Non mi fido dell’amico falso dei sorrisi di facciata
Di chi te lo vuole mettere in culo appena ti sei girato
È crollato un soffitto di illusioni cicatrici sulla pelle
Ma è grazie a questo crollo che credo ancora nelle stelle
Rit.
E allora pensaci, pensaci ! allora sentimi ragazzo
E allora pensaci, pensaci ! allora sentimi ragazzo, ragazzo
Se oggi è come ieri, alza gli occhi al cielo, ragazzo
Se in terra ti sembra una galera, sei tu che puoi cambiare(sei tu che puoi cambiare)
II STROFA (JEN-ONE)
Sentendomi tremare dalle mani che hai lasciato ieri
Cercando l’introvabile in un mare di strani pensieri
Non sapendo che potendo volare un eterna poesia
Vita mia cominciando ogni momento per una pazzia
Lasciato rilassato miserabile onesto emarginato
Reazione che si manifesterà dopo tanto tempo
A volte mi giro intorno cercando di essere obbiettivo
Ma quello che scrivo è quello che vedo
E sempre giurando su quello che ho piu’ caro
La famiglia l’amicizia l’amore e chi mi fa piu’ male
L’unica cosa nella vita piu’ grande del danaro
Soffrendo il peso dell’aria sono cieli paralleli sotto i soffitti
Mentre voglio dirtelo accuso le prime fitte
Scritte che volano negli occhi guardando corsi trafficati
E campagne che assalgono menti vuote e bistrattate
Pensando che i sacrificati sono numeri a volte numerati
sorprendendo me stesso mi resto seduto a pensare chi siamo
sapendo che ogni istante può essere stravolto dall’istinto
distinguendo chi resta a terra al posto di chi non si arrende
album fotografici tutto il tempo stringendo il microfono
Sono esperienze come le maglie di un bracciale agganciato
Sono binari di una ferrovia mai stata terminata
Il tempo sta finendo e macina tagliando i battiti del cuore
Chiudendo gli occhi tutte le notti pensando a tornare sempre la fuori